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Personaggi illustri

di Mercoledì, 19 Giugno 2013

Ecco alcuni personaggi che hanno dato lustro a Fiavé.

Renato Perini archeologo cittadino onorario di Fiavé. (1924- 2007). Ha dedicato gran parte della sua vita alla guida di numerose campagne di scavo, contribuendo allo studio, alla divulgazione e valorizzazione delle scoperte palafitticole, in particolare del sito “Fiavé- Carera” nel quale inizia a scavare a partire dal 1969. Autore di numerose pubblicazioni di altissimo valore scientifico. Grazie alle preziosi indagini e rilevanti studi condotti per tanti anni dal Maestro Renato Perini, che si deve la notorietà delle palafitte di Fiavé, conquistata a livello internazionale ancora nei primi anni di scavo. Renato Perini chiamato anche il “padre delle palafitte di Fiavé “, scopre e “battezza” il bicchiere Fiavé, singolare reperto tipico di Fiavé, inserito nella parte inferiore dello stemma comunale. Per il suo grande ed infaticabile lavoro,e per aver condotto con irriducibile passione e competenza le ricerche archeologiche nel sito Fiavé - Carera, dando lustro a Fiavé in Italia ed all’Estero, il Consiglio Comunale nel 1993 con sentimenti di sincera riconoscenza, gli conferì la cittadinanza onoraria.

Don Lorenzo Guetti (1847–1898). Sacerdote, giornalista, promotore della cooperazione rurale agraria, studioso del fenomeno emigratorio, convinto autonomista trentino, deputato alla Dieta del Tirolo. Nel 1892 a Quadra del  Bleggio fonda la prima Cassa Rurale del Trentino, nel 1893 con il trasferimento di curato a Fiavé fonda la seconda Cassa Rurale, e nel 1895 la Famiglia Cooperativa di Fiavé.
Muore a Fiavé, a soli cinquant'anni, mentre è ancora intento a nuovi progetti a favore delle popolazioni.

Don Luigi Baroldi (1853-1904). Poliedrica figura di prete di fine 800, giornalista, storico, deputato alla Dieta del Tirolo, studioso e collezionista di minerali e di fossili. Non dimentica il luogo natio e Fiavé in particolare, su cui raccoglie un interessante volumetto di memorie “ Memorie di Fiavé e delle Giudicarie” (1893), dove spicca l’appassionata parte dedicata alla Torbiera di Fiavé che contiene la prima descrizione di una torbiera del Trentino e la prima segnalazione di palafitte nella nostra regione. Ricorda le varie specie di piante presenti, l’esistenza di “palizzate formate da piuoli fissi nel substrato” e di oggetti in pietra e in argilla,  facendo un riferimento preciso con le palafitte di Zurigo e del Lago di Garda. Conclude la sua memoria con l’appassionato appello alla popolazione e a don L. Guetti, curato di Fiavé, di “conservare gelosamente tutti gli oggetti che eventualmente avessero a rinvenirsi”.Muore a Pranzo di Tenno e viene sepolto nel cimitero di Fiavé dove è ricordato da una vecchia lapide ben conservata e da una targa posta dall’amministrazione comunale nel 2008.